La tre giorni di musica elettronica al Parco Dora si conferma tra gli appuntamenti più prestigiosi a livello mondiale: 125mila presenti da 152 paesi, con 130 artisti per 36 ore di show. Un Festival che, forte di tredici edizioni di esperienza, il prossimo novembre farà tappa a Monterrey, per l’esordio fuori dai confini
Nuova edizione, nuovo record. Prosegue l’inarrestabile successo del Kappa FuturFestival, l’evento di musica elettronica al Parco Dora di Torino che ogni anno, ad inizio estate, accoglie appassionati del genere da ogni angolo del pianeta. Se lo scorso anno il bollettino recitava 120mila presenti da 150 paesi, stavolta – la tredicesima edizione, andata in scena dal 3 al 5 luglio – gli spettatori sono saliti a 125mila, arrivati da ben 152 Stati. Un primato che mantiene la manifestazione ai vertici delle classifiche mondiali: coi i suoi 130 artisti distribuiti su 6 palchi, per un totale di 36 ore di live show, il Futur si conferma infatti una clamorosa calamita globale.
Non sorprende, quindi, la decisione degli organizzatori di provare a trasferire il format torinese anche oltre i confini nazionali: è ufficiale che il prossimo autunno, per la precisione il 13 e 14 novembre, il FuturFestival debutterà in America Latina, al Fundidora Park di Monterrey, in Messico, per il suo primo appuntamento internazionale (biglietti già acquistabili). Un passo significativo, in linea con la caratteristica atmosfera del progetto: non marcatamente italiana, bensì un melting pot culturale che è il fiore all’occhiello del brand, forte ormai di un’esperienza ultra decennale. L’obiettivo? Celebrare le molteplici anime della musica elettronica contemporanea.
L’edizione 2026, in particolare, ha proposto una programmazione tra le più ricche e ambiziose di sempre, riunendo le più influenti figure della scena insieme a talenti emergenti che stanno ridefinendo il linguaggio del clubbing. Noi siamo stati il sabato, varcando i cancelli nel pomeriggio, nel bel mezzo dell’extended set di Solomun, tre ore che hanno fatto impazzire il Futur Stage: a ruota Anxhela al palco Solar, poi la doppietta al Voyager Stage con Argy e Maceo Plax, infine Jane Fitz al Cosmo stage, dove spicca l’installazione luminosa Dance First Think Later di Marinella Senatore. Gran finale con Four Tet e Skrillex di nuovo al Futur e Richie Hawtin al Nova stage.
Tra gli altri grandi protagonisti della tre giorni spiccano Charlotte de Witte, Peggy Gou, Amelie Lens, Sven Väth, Joseph Capriati, Seth Troxler, Jamie Jones, Sebastian Ingrosso ed Enrico Sangiuliano, che si è esibito insieme ad Armin van Buuren in un set mattutino a sorpresa, nella Galleria Umberto I, tra caffè, cappuccini e cornetti caldi. Una delle tante sorprese e attività collaterali legate al Kappa FuturFestival che si conferma tra i principali motori culturali, turistici ed economici della città di Torino: considerando alberghi, strutture ricettive, ristorazione, commercio e servizi vari, la ricaduta economica sul territorio è stimata intorno ai 50 milioni di euro.
All’esterno, i trasferimenti funzionano (ho chiamato un taxi a dieci minuti a piedi dal gate, arrivato in pochi minuti). All’interno, poche file e il collaudato sistema di pagamento elettronico con il bracciale collegato alla propria app, per ricaricare autonomamente e tenere d’occhio il credito. Tra le principali novità, si prende i riflettori la Taverna Futurista, il progetto di fine dining che crea un ponte tra alta gastronomia (con alcuni grandi chef italiani), ricerca artistica e musica elettronica. Tra le conferme, invece, la seconda edizione del Reply AI Music Contest, rivolto ad artisti e creativi di tutto il mondo: cinque finalisti che hanno portato sul Nova Stage approcci differenti all’integrazione dell’intelligenza artificiale nella performance musicale. Nuove frontiere, sinonimo di FuturFestival.
Autore: Nicola Bambini