Kappa FuturFestival: l’odissea sonora che trasforma l’elettronica in un ponte tra Parco Dora e il mondo.
Su questo Pianeta ci sono almeno 3 miliardi di ragazzi che amano la musica elettronica: se dovessi ospitarli tutti a Torino mi occorrerebbero 20 mila edizioni del Kappa FuturFestival. Quindi è giusto viaggiare un po’. Maurizio Vitale, torinese classe 1974, cofondatore del FuturFestival e di Movement, commenta così la grande novità del 2026: FuturFestival, la manifestazione di musica elettronica che ha fondato nel 2009, quest’anno supererà per la prima volta i confini nazionali, e si espanderà oltreoceano, con un’edizione in Messico, che si terrà il 13 e 14 Novembre, mentre restano confermate le date per la tredicesima edizione torinese, dal 3 al 5 luglio nella consolidata location di Parco Dora. La scelta di sbarcare in Messico, secondo Vitale, è frutto di un mix di casualità e predestinazione. «Un amico imprenditore ci ha fatto una proposta alla quale non abbiamo saputo e voluto rinunciare. Anche perché la location, la Fundidora di Monterrey (un parco post industriale nella sede di un ex impianto siderurgico, ndr) ha molti punti in contatto con Parco Dora di Torino, a partire dal nome. Poi il Messico è un paese giovane, in forte crescita, strategicamente collocato al centro delle Americhe, con una cultura musicale ed enogastronomica molto forti. Dovevamo andare».
Nel frattempo è stata annunciata la line up completa dell’appuntamento torinese di FuturFestival che come di consueto è marchiato Kappa. Oltre 120 artisti si esibiranno sui palchi all’aperto del Parco Dora a Torino: da Chris Lake a Maceo Plex, da Seth Troxler a Mia Koden il festival mette in scena ancora una volta il meglio della musica elettronica internazionale, alternando celebri headliner a emergenti giovani di talento. Una formula che prevede un successo assicurato, anche per questa edizione. Dal 2018 al 2025, infatti, il Kappa FuturFestival ha più che raddoppiato le presenze, passando da 50 000 a 120 mila lo scorso anno, provenienti da 150 paesi. Per Vitale, l’obiettivo è quello di continuare a crescere, ma le chiavi per valutare i risultati non sono soltanto numeriche: «Una di esse è l’internazionalizzazione – spiega Abbiamo compiuto una globalizzazione al contrario, portando il mondo a Torino. Poi il nostro punto di forza è la sostenibilità economica, ambientale e culturale. Siamo indipendenti, produciamo valore, abbiamo introdotto politiche ambientali innovative e valorizziamo le attività produttive del territorio».
Tanta roba, per un festival nato nel 2009 come evento legato al Capodanno, indoor e underground e che ha svoltato a partire dal 2012 quando è diventato outdoor e diurno trovando casa a Parco Dora. «Un elemento rilevante nella nostra evoluzione è il privilegio di avere con noi un partner come Kappa, che non è solo il title sponsor ma un elemento identitario forte che ci lega alla città e alla sua storia industriale». Su questo marchio che ha sede nello stesso complesso post industriale dove si trovano gli uffici del Festival si incrociano infatti la storia del FuturFestival, quella personale di Maurizio Vitale e della sua famiglia. Qui aveva sede il Maglificio Calzaturificio Torinese, azienda di confezioni cofondata nel 1916 dalla famiglia Vitale. Negli anni Settanta e Ottanta l’azienda ha vissuto una grande trasformazione grazie a Maurizio Vitale “Senior”, padre di Maurizio Junior (o “Juni”). Vitale, genio visionario scomparso prematuramente nel 1987 a soli 42 anni, seppe risollevare dalla crisi l’azienda di famiglia. Lo fece lanciando il brand streetwear Robe di Kappa, il marchio di denim Jesus Jeans e rivoluzionando il mondo delle sponsorizzazioni sportive. Nella stessa azienda – ora diventata BasicNet – e guidata da Marco Boglione, suo figlio si è formato come manager in Italia e all’estero. «Se il Festival è così com’è racconta Maurizio Vitale il merito è delle esperienze accumulate da ognuno di noi soci. Credo che papà mi abbia lasciato un po’ del suo Dna, ma l’esperienza in Basic, cui sarò sempre grato, mi ha permesso di lavorarci sopra. Mi rende orgoglioso pensare che tra queste mura in qualche modo portiamo avanti la visione che mio padre ebbe su un terreno innovativo – quello dell’intrattenimento culturale oggi una delle più grandi industrie del mondo con il turismo». E il futuro? «Per me è trasgressione, gratitudine, coraggio e molta innovazione. I valori del nostro Festival».
Autore: PAOLO PATRITO