La foto che fece scalpore fu un colpo di genio del fotografo e dell’imprenditore torinese Maurizio Vitale
Coraggio è la parola che ricorre più spesso nel ricordo di Oliviero Toscani tratteggiato da Maurizio Vitale Jr. “Juni” Vitale è il figlio di Maurizio Vitale, l`imprenditore che negli anni 60 e 70 inventò i marchi divenuti poi storici quali Robe di Kappa e Jesus Jeans, giovane amministratore delegato dell`azienda di famiglia, il Maglificio Calzificio Torinese (poi salvato dall’abisso di una crisi da Marco Boglione nel 1994 e diventato BasicNet).
Con il grande fotografo scomparso ieri, il padre di Juni nel 1971 diede vita al brand Jesus Jeans, uno dei più trasgressivi e sfrontati della storia della moda internazionale, le cui campagne pubblicitarie – “Non avrai altro jeans all`infuori di me” e “Chi mi ama mi segua”, del 1973, di Emanuele Pirella e Oliviero Toscani, con il fondoschiena di Donna Jordan in hot pants – destarono scalpore e fecero volare le vendite. La coppia Vitale & Toscani era unita dall`idea che senza il rischio, il coraggio e la sovversione non esiste creatività. «Oliviero e mio papà erano guidati dalla curiosità, dalla capacità di guardare oltre ma anche di guardarsi attorno, di vedere il dettaglio – ricorda Maurizio Vitale Jr, cofondatore di Movement Entertainment e del Kappa FuturFestival, oltre che attuale presidente di Turismo Torino – il contesto è importante, la formazione e le frequentazioni anche, ma è qualcosa che uno deve avere dentro. Si nasce, così. Oliviero, come mio padre, era un’anima speciale, aveva una mente critica, coraggiosa. Il successo globale, dagli Stati Uniti alla Russia, di Jesus Jeans, nasceva sì dal contesto sociale e politico degli anni 70, segnati dal dissenso e da trasformazioni radicali, ma va attribuito anche al coraggio visionario di queste due anime speciali».
In quegli anni Pasolini scrisse sul Corriere della Sera del «”folle” slogan dei jeans Jesus» e nel ’73 il Vaticano, tramite L’Osservatore Romano, accusò gli ideatori della pubblicità di blasfemia. «Personalmente faccio fatica a fare un’analisi storica – aggiunge Vitale – mentre vedo chiaramente il ruolo di Oliviero e di mio padre come punti di riferimento, come esempi per le nuove generazioni, in termini valoriali. Trascurando l’aspetto commerciale, la globalizzazione, il marchio Gesù, penso che il coraggio sia stato l’elemento determinante».
Il grande fotografo sapeva illuminare non solo con i suoi scatti: «Quando sentivi Oliviero parlare, o quando vedevi le sue opere, c’era una forte sintesi, una visione della realtà che trasmetteva una forma di analisi critica dell’esistente. Per questo mi mancherà molto Oliviero, come mi manca soprattutto mio papà, ma continuerò a cercarli negli esempi, in figure che siano di esempio», dice Vitale. Toscani in anni recenti era stato al Kappa FuturFestival con il progetto “Razza Umana”: a Repubblica aveva detto che «il futuro si trova dietro le curve, riesci a vederlo solo se fai quella curva. E il Kappa FuturFestival è pieno di queste curve, non percorre il rettilineo della mediocrità e ci rivela che cos`è il futuro attraverso la musica e i volti dei ventenni». «È stato un privilegio ritrovarlo alla Kappa Futur – conclude Vitale – anche se non ci eravamo mai persi. È stato un privilegio per noi che si sia “impegnato», come diceva lui, a incontrare e fotografare la razza umana al nostro festival».
Di Guido Andruetto