Chiude con grandi numeri la tre giorni di techno a Parco Dora – Gli organizzatori: “Pubblico da 152 paesi, ricadute per 33 milioni”
La domenica è la giornata preferita dei torinesi per andare al Kappa Futur Festival. Non il venerdì, troppo in coincidenza con le scadenze del fine settimana, non il sabato da sempre troppo affollato. Complici la festività, gli sconti per i residenti e una lineup stellare, i cittadini preferiscono l’ultimo giorno di festival per ballare davanti ai sei palchi di parco Dora, in parte sotto il sole cocente, tutte o quasi le declinazioni della musica elettronica interpretate dai migliori dj del mondo.
I numeri di quest’anno confermano il successo internazionale del festival, con 125 mila presenze provenienti da 152 Paesi e con una ricaduta sul territorio che gli organizzatori stimano sui 33 milioni di euro. Ma a divertirsi ci sono appunto anche tanti torinesi: «Abbiamo lasciato nostra figlia dai nonni e per un giorno ci siamo concessi un po’ di sfogo sotto cassa» raccontano Mario e Monica, lui dipendente pubblico lei libera professionista torinese. «Il “Kappa” è un evento talmente unico e internazionale e di già che è a Torino è un peccato non venire» aggiungono Ludovica e Lavinia, 41 anni, amiche e anche loro mamme di due figli di 5 anni che vanno a scuola insieme in Vanchiglia. E non importa se il giorno dopo si ritorna a lavorare, la domenica è perfetta per organizzare insieme agli amici una spedizione al parco Dora con il biglietto comprato anche last minute.
E ieri in effetti il gran finale meritava la presenza con Enrico Sangiuliano, un po’ il protagonista di questa edizione con il suo set a sorpresa in galleria Umberto I la mattina di sabato con il mito Armin van Buuren e con il suo inizio esplosivo al main stage dalle 12 fino alle 15. Nel pomeriggio, sono poi arrivate le regine della techno e dell’house, dalla sempre più convincente Adiel, all’anagrafe Alessia Di Livio, figlia della bandiera juventina Angelo, con un’infanzia passata a Torino e una carriera costruita attraverso una lunga gavetta nei club romani ed europei, fino alle belghe Charlotte de Witte e Amelie Lens. La prima è stata protagonista assoluta del dj set gratuito organizzato dal Comune de Genova lo scorso 11 aprile, quello che ha trasformato Silvia Salis in un meme e fatto ballare più di 20mila persone in piazza: anche al Kappa Futur Festival ha dato spettacolo, con la zona davanti al suo palco letteralmente presa d’assalto. La seconda, in attesa del secondo figlio, è considerata una delle maggiori rappresentanti dell’acid techno oltre che un’icona seguitissima sui social.
Peggy Gou, invece, è forse la più diva tra le dj contemporanee, ma tra jet privati, abbigliamento di lusso, una vita da sogno tra Londra, Ibiza e Berlino è riuscita a essere nuovamente al festival torinese a suonare le sue hit. Le testate di gossip ipotizzano che Peggy Gou abbia un flirt con Matteo Berrettini e ieri a un certo punto si è anche ipotizzato che il tennista azzurro potesse arrivare da Wimbledon apposta per il festival.
Chi c’era certamente tra il pubblico delle terrazze a vedere la marea umana che danzava a ritmo di techno era invece il patron di BasicNet Marco Boglione con la famiglia. L’imprenditore detiene il brand Kappa, main sponsor dell’evento, ed è un sodale di Maurizio “Juni” Vitale, il patron del festival. Sabato invece sono stati avvistati a parco Dora il sindaco Lo Russo e l’assessora Foglietta.
Le casse, le luci si sono spente come al solito a mezzanotte in punto. Protagonisti degli ultimi minuti Sven Väth, Floating Points, Toxic Machinery, Dj Rush. Ma al termine dagli enormi ledwall è comparso l’annuncio del prossimo appuntamento: il 13 e 14 novembre il Futur Festival sbarca in Messico a Monterrey in un luogo che si chiama, per ironia della sorte o ricerca voluta dell’assonanza, Fundidora.
Autrice: MARTINA TARTAGLINO