Skip to main content

La Stampa ed. Torino – La regista Danco: “Sono rimasta folgorata dal Parco Dora” Il primo corto sul Kappa FuturFestival “Viaggio metafisico tra corpo e musica”

By Novembre 25, 2025Dicembre 18th, 2025Press

IL COLLOQUIO RAFFAELA MERCURIO «Il Kappa Future Festival è perfetto per Torino: una macchina da guerra, creativo e libero come la città, in cui la musica techno coesiste armonicamente con ordine e disciplina».

A parlare è la regista e attrice Eleonora Danco che, insieme a Marco Tecce, ha diretto il primo cortometraggio dedicato a uno dei festival più importanti della scena elettronica internazionale e punta di diamante di Torino. In concorso nella selezione “Short Documentary” del Tff, Future Festival-L’arca del Dora sarà presentato domani al Cinema Romano, provando a restituire agli spettatori la dimensione teatrale e metafisica del Festival che, dal 2009, accoglie sognatori da tutto il mondo.

«L’idea è venuta ad Ali Toscani, direttore artistico del Kappa Future Festival che conoscendo la cifra stilistica dei miei film (tra cui N-Capace, suo primo lungometraggio, presentato in concorso al Tff 2014) voleva per il suo progetto un linguaggio simile, tutt’altro che descrittivo».

Girato nella scorsa edizione andata in scena al Parco Dora dal 3 al 6 luglio, lo short è un viaggio metafisico, al limite tra corpo e musica. «Anche se seguo la musica techno dagli anni Ottanta, non c’ero mai stata. Sono rimasta folgorata dal luogo ma è stato difficile manovrarlo alla regia. Poi mi sono ritrovata lì, tra centinaia di persone, in una sorta di condizione adolescenziale: c’era tanta libertà e ebbrezza della gioventù ma anche tanta concentrazione».

Con un montaggio audace a cura di Marco Tecce, giornalizzato negli anni e che DjMag, magazine inglese paragonabile alla Bibbia della musica elettronica contemporanea, ha incoronato come 6° miglior festival al mondo per la sua innata capacità di unire musica e arti digitali, rivolgendosi ad un pubblico cosmopolita che nell’ultima edizione ha toccato la cifra record di 12 mila spettatori.

E Torino non è casuale. Per la regista romana, «è una città in cui si respirano contaminazioni, dove l’arte è ovunque. Molti artisti romani si sono trasferiti qui per la sua vivacità e libertà. È un luogo perfetto per un festival come il Kappa».

Regista e cantante dei gruppi romani Skaters e Fango, il corto omaggia il Futurismo restituendo un’esperienza che vibra come un sogno condiviso: tre notti che sembrano mille, un lampo di cinema, performance e libertà. Traendo ispirazioni dall’arte – come le opere di Robert Rauschenberg o “La città che sale” di Umberto Boccioni – Futur Festival – L’arca del Dora sembra accogliere una certa idea insita nel carattere di Torino: l’equilibrio tra caos e ordine. «Nonostante le ore di musica ininterrotta e ben 6 palchi a suonare contemporaneamente, il Kappa è una vera macchina da guerra: un grande equilibrio, una grande disciplina», spiega Danco.