La Repubblica – Vitale: “Così uniamo Torino e Detroit”

By ottobre 27, 2017Press

Di Guido Andruetto

Due company town accomunate da un passato industriale, ma non solo. Torino e Detroit sono anche due città dove il fermento musicale è sempre stato foriero di elementi innovativi e di cambiamenti anche nel tessuto culturale e creativo. La techno di Detroit e la scena rave e dance sotto la Mole, che poi si è evoluta in diversi festival techno, hanno portato con le dovute proporzioni le due città a reinventarsi e a immaginare altri possibili percorsi di crescita internazionale oltre all`industria. A Torino il festival Movement, con il gemello Kappa FuturFestival, ha fatto della musica underground un’attrazione che richiama ogni anno migliaia di appassionati da varie parti d’Italia e anche dall’estero, in particolare dalla Francia e dalla Svizzera. Maurizio “Juni” Vitale è uno degli imprenditori che hanno dato vita al festival, cofondatore e presidente della società Movement Entertainment, ha ricevuto la primavera scorsa il premio “Bogianen”. Membro del consiglio di amministrazione di Jesus Jeans, è figlio di quel Maurizio Vitale che rilanciò il Maglificio Calzaturificio Torinese e creò la Robe di Kappa, è stato anche insignito della Medaglia al merito dal Presidente della Repubblica per l’attività svolta nell’industria dell’intrattenimento nazionale.

Maurizio Vitale, nella lineup di quest’anno di Movement colpisce la presenza di due giganti della techno come Jeff Mills e Derrick May, entrambi originari di Detroit, sono nati nello stesso anno, il 1963. Avete dunque scelto di tornare ad evidenziare il rapporto stretto che unisce Torino e Detroit?

«Sì, il legame effettivamente non si è mai perso. Torino e Detroit condividono da tempo una storia industriale e culturale molto simile, e noi, come organizzatori del festival, siamo orgogliosi di essere gli interpreti in un certo senso della continuità. Proponiamo Movement dal 2006, da quando organizzammo la prima edizione del festival a chiusura dell’anno in cui si svolsero i Giochi Olimpici invernali, con pochi soldi e tra molto scetticismo. Ora siamo riconosciuti a livello internazionale Per quanto riguarda gli artisti, Jeff Mills è indiscutibilmente un talento, è stato più volte ospite al nostro festival ed è un vero onore accoglierlo nuovamente sul palco del Lingotto. Derrick May oltre ad essere il fondatore di Movement, è anche il nostro ambasciatore del marchio nel mondo ed è soprattutto ormai un caro amico».

Tra gli appuntamenti che si svolgono fuori dal Lingotto si segnala il “Superga Birthday Club episode” al Big Club. Il locale di corso Brescia ha fatto la storia della club culture e della musica dance a Torino. Che ricordi ha?

«Purtroppo mi sono perso il Big degli anni d`oro, perché in quel periodo vivevo a Milano, ma è stato certamente uno dei posti di riferimento per la scena musicale degli anni Ottanta. Ci torniamo adesso però per motivi fondamentalmente di opportunità: il club è stato rinnovato di recente ed è molto bello e funzionale. E siamo davvero grati a Superga per averci rinnovato il mandato per organizzare il compleanno del marchio».

Come mai con questa nuova edizione di Movement avete trasformato Halloween in “Halloweek”?

«E` solo un gioco di parole che però ben rappresenta secondo noi il ricco palinsesto del festival, perché quest’anno il format si estende dall’anteprima che abbiamo fatto il 20 ottobre in aeroporto alla chiusura del Festival che è fissata invece per l’1 novembre».

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